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Casino corsini villa pamphilj

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Stai commentando usando il tuo account Google. Stai commentando usando il tuo account Twitter. Stai commentando usando il tuo account Facebook. Notificami nuovi commenti via e-mail. Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail. Sign me up! Roma in verde. Vai al contenuto. Veduta di Villa Pamphilj. Gli alberi in fiore. A Villa Pamhilj. Share this: Twitter Facebook. All'estremità opposta, ossia sul pilone di sinistra, si trova lo stemma dei Doria: La fontana fu rimossa nel secolo XVIII, quando i Pamphili decisero di creare il grande canale artificiale per portare l'acqua al laghetto, e fu sistemata alla sommità del gioco d'acqua che attraversava in senso Nord-Sud la Villa, per valorizzarne i punti prospettici.

Dalla Fontana del Giglio l'acqua giungeva al laghetto dopo aver compiuto tre salti. Di queste tre cascate, la prima era chiamata "dei Cristalli", perché prima l'acqua formava davanti a questa costruzione una specie di parete che, quando batteva il sole, creava straordinari giochi di luce; l'altra cascata, quella al centro, con vasi ai lati, detta "del Sottopassaggio", permetteva di passarvi al di sotto senza bagnarsi; la terza, indicata come "Cascata dello Zampillone", aveva al centro una specie di roccia da cui l'acqua, uscendo, raggiungeva un'altezza pari a quella raggiunta dallo zampillo della Fontana del Giglio 8 - Il Lago del Belvedere Il lago è di origine naturale, nel corso degli anni ha subito molte modificazioni e amplificazioni senza che si provvedesse ad un aumento dell'apporto idrico.

Il progetto di restauro prevede quindi il recupero dei percorsi ottocenteschi ed il completamento dei filari di palme e di alberi da frutto presenti. Viene ripristinata anche l'antica recinzione in ferro e in legno. Trae origine dalla tenuta di campagna dell' omonima famiglia nobile romana, progettata da Alessandro Algardi e Giovanni Francesco Grimaldi nel Seicento , dalla fusione di diverse vigne preesistenti [2].

Fu espropriata nel corso del Novecento , divisa in due nel per l'apertura di via Leone XIII tratto della via Olimpica , e aperta al pubblico nel Quello che all'epoca era solo un modesto appezzamento agricolo fuori dalle mura gianicolensi , la cosiddetta Villa Vecchia , venne acquistata dal nobile Panfilo Pamphili il 23 ottobre Tra il e il , mentre la famiglia Pamphili otteneva prestigio grazie al pontificato di Innocenzo X , fu affidata la progettazione della Villa Nuova allo scultore Alessandro Algardi e al pittore Giovanni Francesco Grimaldi , con la collaborazione del botanico Tobia Aldini per quanto riguardava i giardini [3].

Nel la villa fu teatro di una delle più cruente battaglie per la difesa della Repubblica Romana: Nel la villa fu unita alla confinante Villa Corsini e tutto il complesso venne trasformato in una grande azienda agricola. Iniziati i primi espropri da parte del Comune di Roma nel , il nucleo originario della villa fu acquistato dalla Stato Italiano nel Oltre ettari furono acquisiti dalla municipalità romana; la parte occidentale nel e la restante nel , con apertura al pubblico nel Pancrazio , anche se pochi anni dopo, nel , la Villa fu rivenduta al conte De Angelis.

Nel frattempo il 19 novembre il principe Pamphilj si era assicurato una riserva di 40 pezze dei fratelli Floridi, sempre ad occidente lungo la via Aurelia Antica, e soprattutto il 6 maggio aveva finalmente potuto acquistare la Villa Corsini, alla quale si aggiunse il dono del 18 maggio della Magistratura Romana di un terreno di metri limitrofo alla Villa Corsini.

L'arco nella foto 13 è completato da due avancorpi a pianta quadrangolare, destinati a sostenere gruppi scultorei mai realizzati, disegnati e proposti nuovamente dal Busiri al principe Giovanni Andrea nel ma senza esito. Le due cancellate a chiusura dell'arco, opera del fabbro Tommaso de Santis su disegno del Busiri , furono messe in opera nel , quando furono scolpite e sistemate sui quattro angoli della sommità dell'arco le quattro "figure colossali in pietra calcarea", raffiguranti i "Quattro Venti", opera dello scultore Luigi Roversi.

Nel furono sistemate dallo scalpellino Vincenzo Ricci le altre decorazioni, tra cui " 8 busti di marmo e 5 sarcofagi ". Sull'arco e sugli avancorpi alterali sono incise alcune epigrafi che siglano l'intera operazione: La scala interna ebbe un diverso orientamento e fu mutata la distribuzione dei vani.

Furono aggiunti due torrini " per i cessi e per le scale della terrazza ", mentre il prospetto verso il parco, intonacato a finta cortina, risultava scandito da bugne e lesene in " pietra arenaria di Malta " verticali, da cornici marcapiano orizzontali, da un balcone centrale e da semplici cornici alle finestre tutte uguali. Il rinnovamento si estese anche al parco, con un grande viale curvilineo che parte dall'Arco dei Quattro Venti e conduce al Viale del Maglio, accompagnando la collinetta con pineta dove sorge il Villino.

Nel proseguirono gli interventi sulla palazzina, con la trasformazione dell'attico in un terzo piano, sistemato definitivamente nel Tra il ed il il Villino fu dato in affitto alla principessa Marija Pavlovna Demidova Abamelek Lazarev, come residenza per gli ospiti della vicina Villa Abamelek, alla quale fu collegato da un grande arco che scavalcava la via Aurelia Antica, costruito nel e demolito in parte nel e definitivamente nel Restaurato per il Giubileo del , il Villino ospita oggi la "Casa dei Teatri", con un interessante patrimonio costituito da libri, riviste, video e cd-rom e dal Fondo Giancarlo Sbragia, con una ricchissima collezione di libri, periodici, libretti d'opera, programmi di sala, copioni, comprendente La presenza di collezioni speciali originali e di spazi per mostre, incontri e proiezioni nel Villino, fanno della "Casa dei Teatri" una struttura unica nel panorama romano, un luogo di incontro ed elaborazione, anche per giovani artisti.

Tra le costruzioni più recenti di Villa Pamphilj vi è la Cappella Pamphilj, che venne costruita nel al posto della "Fontana dei Delfini", al termine del viale del Maglio: La politica conservatrice del principe Filippo Andrea V lo indusse ad esigere un monumento ai caduti francesi nei combattimenti, ignorando i rivoluzionari italiani caduti nell'assedio.

Nel fu incaricato l'architetto Andrea Busiri Vici di erigere il monumento con un'epigrafe dedicatoria, collocato in prossimità delle serre. Villa Pamphilj, oggi tagliata in due dalla via Olimpica, fu acquistata in gran parte dallo Stato Italiano nel , mentre oltre ettari furono acquisiti dalla municipalità romana; la parte occidentale nel , la restante nel , con apertura al pubblico nel Questo sito è stato realizzato anche grazie alla pazienza di Rita.

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